Dopo la pandemia avremo più robot in mezzo a noi

L’emergenza sanitaria ha determinato un’impennata nell’uso del digitale e della tecnologia in generale, che si riflette nel lavoro, nei momenti di svago e nel nostro modo di vivere la quotidianità tra le mura domestiche. A indicare questo trend non sono solo i dati di mercato già raccolti nel corso del 2020, ma soprattutto le prospettive indicate dalle novità pronte al lancio sul mercato. A partire dall’esempio più eclatante: il Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, che nell’edizione di gennaio 2021 ha mostrato in concreto quello che la rivista Wired Italia ha definito “un vero e proprio boom della robotica”.
Questa spinta acceleratrice improvvisa nel nostro modo di relazionarci con computer, intelligenze artificiali e automi si concretizza in varie forme, alcune più ovvie e altre decisamente curiose. Per esempio, ci sono robot di ultima generazione – presto in arrivo sul mercato e non più appannaggio dei soli centri di ricerca – capaci di svolgere i compiti domestici manuali con una precisione e una destrezza impressionanti: un robot-domestico che sa versare e mescere il vino in un bicchiere, oppure manipolare e movimentare oggetti in cucina, persino infilandoli accuratamente all’interno della lavastoviglie. O ancora, automi dotati di mani a cinque dita che si muovono in modo armonico e coordinato, così tanto precise nello spazio e nel tempo da poter suonare strumenti musicali come un pianoforte.

Interessanti sono anche quelle applicazioni che sconfinano nell’ambito lavorativo, ma che hanno molto a che fare con la quotidianità artigianale. Per esempio ci sono già robot che possono prelevare il miele dalle arnie, molto più veloci degli esseri umani e soprattutto senza alcun problema legato alle punture delle api. Oppure macchine agricole a guida autonoma, che consentono all’agricoltore di svolgere una mansione di coordinamento e supervisione anziché una logorante permanenza a bordo. E ancora, in un contesto urbano, robot per la sanificazione di luoghi pubblici e punti di passaggio iper-affollati, o capaci di mettere in carica un’auto elettrica o gestire un’intera flotta di mezzi pubblici.
Cambiando decisamente area, ci sono pure robot che possono svolgere la funzione di animali domestici. Automi pelosetti da accarezzare, morbidi e con cui si può addirittura parlare: un po’ straniante, almeno a prima vista, ma secondo i tecnici e gli scienziati potrebbe essere una prospettiva interessante soprattutto in un periodo complesso come quello dell’emergenza sanitaria, in cui l’aspetto rassicurante può trasmettere serenità e dare conforto.

 

Articolo su Wired Italia: https://www.wired.it/gadget/accessori/2021/01/18/pandemia-robotica/


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